Pizza napoletana: quali caratteristiche deve avere.

Di il 4 dicembre 2015

Recentemente è stata insignita del marchio “Sgt” dall’Unione Europea, un riconoscimento speciale che difende i prodotti che si caratterizzano per una specificità legata al metodo di produzione di una data zona geografica. In questo caso, ovviamente, Napoli.
La pizza napoletana è da sempre oggetto di discussione. Come deve essere, quali caratteristiche deve avere, è meno digeribile rispetto a quella più sottile? Oggi proveremo a rispondere ad alcuni di questi quesiti, così potrete valutare meglio quella che ordinate dalla vostra pizzeria a domicilio di fiducia.

La provenienza.
La pizza napoletana, nonostante quello che si dice in giro, non è nata veramente a Napoli, ma sarebbe il frutto di un incontro di culture diverse. Il pane arabo, il pomodoro dall’America, l’olio italiano. La forma che conosciamo noi, tonda, risale invece a metà Ottocento.

Le caratteristiche.
La pizza napoletana è quella che conoscete molto bene, con il bordo alto. Questa tipologia di pizza deve rimanere morbida anche dopo la cottura, elastica. Di solito l’impasto viene preparato con farina doppio zero di grano tenero, rinforzata con grano tipo 0 di Manitoba, lievito biologico, sale.
La pizza napoletana deve avere due fasi di lievitazione, la prima di due ore, e la seconda in piccoli panetti di circa 200 grammi, per altre 4-6 ore.
I condimenti di solito sono molto semplici: margherita o marinara. I pomodori dovrebbero essere freschi o pelati, obbligatoriamente San Marzano, e la mozzarella di bufala campana Dop. E infine: olio extravergine di oliva, origano e basilico.
La cottura dovrebbe essere eseguita con il forno a legna. La pizza napoletana, per essere definita tale, dovrebbe essere cotta direttamente sul piano del forno e non in teglie.
Il tempo di cottura è compreso tra i sessanta e i novanta secondi.

Qualche numero.
Attualmente in Italia si contano più di trentacinquemila pizzerie, tra ristoranti e pizzerie da asporto. Fino a metà del Novecento erano 250 solo a Napoli, e poche altre sparse in giro per l’Italia. Poi la diffusione è stata rapida. Oggi in ogni città, dalla più grande fino al piccolo borgo, non manca una pizzeria. Solo per darvi l’idea, in Italia si mangiano circa 35 milioni di pizze alla settimana. Senza considerare tutto il resto del mondo. Anche a Riccione troverete una pizzeria d’asporto che propone la tipica pizza napoletana: Da Pasquale. Dando uno sguardo al menù saltano immediatamente all’occhio le pizze della tradizione, ovvero la la Marinara, la Vecchia Napoli con acciughe, aglio, basilico, capperi, olive, origano e pomodorini, o la Romana. Per accontentare anche gli sperimentatori però sono state inserite anche alcune interessanti proposte, come pizze con mais, pere, gorgonzola, pancetta croccante o pecorino.

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