Street food all’italiana: le crocché di patate

Di il 9 agosto 2016

La tradizione culinaria italiana è ricchissima di specialità street food. Tra Campania e Sicilia non mancano i fritti da mangiare mentre si passeggia, consumati direttamente dal cartoccio.
Le crocché di patate sono sicuramente uno di questi. Tipiche di Palermo, così come le panelle, le arancine e i cartocci con la ricotta. Tutte queste delizie vengono acquistate e consumate per strada.
Le crocché di patate, che in Sicilia vengono chiamate anche “cazzilli” sono preparate con soli tre ingredienti: patate, sale e prezzemolo. Ovviamente fritto in caldo olio bollente.
A Palermo esiste poi una variante, chiamata “crocchè di latte”, con un cuore di latte, farina, formaggio, pepe e noce moscata.
Tipiche pietanza da mercato di Vucciria e Ballarò, esistono anche in una variante napoletana, che potrete trovare nelle friggitorie di via dei Tribunali e Via San Biagio dei Librai.
Solitamente vengono servite caldissime, all’interno del classico cuoppo di carta napoletano, insieme a palle di riso, mozzarella e pomodoro e frittatine di pasta.
Il segreto delle crocché sta tutto nella cottura. Per far sì che non si aprano, durante la frittura in padella, le patate devono essere vecchie e farinose.

Le crocché di patate con il tempo si sono poi diffuse in tutta Italia, e non solo. Sono infatti comuni in molti menù delle pizzerie o dei ristoranti italiani, soprattutto tra gli antipasti, insieme a olive ascolane, frittelle, bastoncini di zucche e verdure in pastella.
Senza considerare la presenza in aperitivi, feste e happy hour ad accompagnare Spritz e Moscow Mule.

Probabilmente la loro origine deriva dalla denominazione spagnola nel Regno delle Due Sicilie, e potrebbero essere una visione più povera delle “croquetas de jamon”, dei bocconcini di prosciutto iberico, che in Italia sarebbero state preparate con sole patate e avrebbero preso il nome di “crocchè”, così simile all’originale. Le patate infatti sono sempre state l’alimento più umile, disponibile anche per i poveri, visto che erano poco costose, e per questo sempre presenti in abbondanza in ogni casa.

E voi, li avete mai assaggiati? Provate quelle di Togliti la Voglia o Iffood, di Rimini.

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